Il mestiere più antico

SUCCESSE…AL RISTORANTE

Jason Itzler,  autoproclamatosi  il più grande proprietario di agenzie di accompagnamento del pianeta, dopo anni di successi e di ricchezza è ridotto a giocarsi a poker le razioni della mensa della prigione dove è detenuto. Eppure “il magnaccia” di maggior successo degli Stati Uniti nell’ultimo mezzo secolo era giunto a guadagnare fino a 25.000 dollari al giorno.

 

Quando entrava al Cipriani Restaurant all’angolo tra la 59ma e la Fifth Avenue in piena Manhattan veniva trattato come un ospite di riguardo. Ormai i camerieri conoscevano bene le sue abitudini dal momento che poteva considerarsi un cliente affezionato: aragosta con una bottiglia di Johnnie Walker Blue Label . Avevano tutti il suo biglietto da visita dove accanto al nome Jason Itzler campeggiava la frase “Rocket Fuel. For Winners” (Propellente per razzi. Carburante per vincenti), vicino il logo dell’azienda di cui era proprietario: la NY Confidential, l’agenzia di accompagnatrici da lui aperta nella “grande mela” nel 2003. Si trattava del più costoso bordello americano, dove transitavano alcune delle ragazze di maggior avvenenza presenti sul territorio statunitense. Erano i tempi in cui Jason arrivava a guadagnare 25.000 dollari al giorno, abitava un lussuoso loft di 465 mq al 79 di Worth Steet, passava di tanto in tanto alla gioielleria Soho Gem  di West Broadway acquistando di media 6.500 dollari di “ciondoli” da regalare alle sue ragazze, si faceva spesso consegnare a casa una dozzina di paia di scarpe da 500 dollari al paio giusto per non trovarsi in difficoltà con qualche nuovo vestito. Il pezzo forte della NY Confidential, era Natalia giovane indigena di buona famiglia trapiantata a New York e desiderosa di sfondare nel cinema. Dal momento che il successo tardava ad arrivare decise di investire su quanto aveva a disposizione, il proprio corpo, per racimolare qualche dollaro. Si presentò così all’agenzia di Jason che, verificata l’alta qualità del “prodotto”, l’inserì subito nel gruppo delle migliori. I risultati furono incredibili. I clienti si dimostravano così soddisfatti da ritenerla insostituibile. Arrivò a guadagnare fino a 2.000 dollari l’ora con prenotazioni per intere settimane. Occhi castani, capelli scuri, colorito olivastro, forse un po’ magra ma con un “culo da leggenda”, come soleva dire il suo datore di lavoro, Natalia faceva il proprio lavoro con passione e questo, a parere degli addetti ai lavori, faceva la differenza, e che differenza! Andarono a vivere insieme amministrando l’enorme fortuna che stavano accumulando. Jason era un esperto nel campo. Aveva già avuto diversi problemi con la giustizia a causa della sua passione per il sesso. Passione che si era già manifestata alla George Washington University dove il ragazzo trascurava gli studi per dedicarsi, anima e corpo, all’organizzazione dei concorsi Miss Maglietta Bagnata. Crescendo, all’epoca aveva raggiunto i ventidue anni, decise di proseguire su quella strada aprendo una società di sesso telefonico. Gli affari partirono a razzo, in un anno guadagnò oltre un milione e mezzo di dollari, ma l’incapacità gestionale di Jason unita alla sua mania di grandezza (aveva speso soltanto per arredare il bilocale in cui viveva mezzo milione di dollari) portarono ben presto alla rovina la società che dovette dichiarare bancarotta per un’esposizione di 4,5 milioni di dollari al tasso del 36% d’interesse. Il giovane non si arrese ed aprì un’agenzia per modelle, la SoHo-Models, che, però, nascondeva la produzione di video porno trasmessi tramite webcam. L’ennesimo fallimento, unito alla scomparsa della madre per una grave malattia, spinse per ben due volte al suicidio il ragazzo che a corto di denaro cercò di contrabbandare 4.000 pastiglie di ecstasy da Amsterdam, ma beccato all’aeroporto di Newmark andò per la prima volta in galera. Anche il connubio con Natalia era destinato a finire e la stretta voluta dal Presidente Bush sulla morale negli USA mandò per la seconda volta Jason dietro le sbarre per sfruttamento della prostituzione, dopo che i giudici gli avevano confiscato l’intera fortuna. Oggi Natalia fa una vita normale. Ogni tanto va a trovare Jason in prigione e a chi la invita a riprendere l’attività risponde: “No, grazie. Mi sono ritirata, mi sono messa tranquilla”.

 

 

                                                                      Stelvio Catena

 

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