In memoria di Oscar Wilde

SUCCESSE…AL RISTORANTE

Al ristorante dell’Hotel Ritz di Londra nell’inverno del 1908 si tenne un pranzo in onore di Robert Ross grande amico ed editore delle opere complete di Oscar Wilde. In effetti Ross era soltanto un paravento le sessanta persone, tra cui spiccavano nomi dell’aristocrazia britannica, artisti, letterati, personaggi dello spettacolo,si erano riunite per rendere omaggio al grande irlandese che quella stessa società, ipocrita e volgare,solo qualche anno prima aveva esposto al pubblico ludibrio.

 

Il 1 dicembre 1908 era un martedì. Intorno alle 13,00 pomeridiane Londra era spazzata da una violenta e insistente pioggia, ma il nubifragio non impedì alle oltre sessanta persone invitate di presenziare, nelle sale del ristorante dell’Hotel Ritz situato al numero 150 di Piccadilly, al pranzo in onore di Robert Baldwin Ross. Questi era nato in Francia da padre irlandese e madre canadese. Nel 1869 dopo aver subito atti di bullismo in un collegio di Cambridge per atteggiamenti chiaramente omosessuali, che peraltro il ragazzo non negava, si recò a Londra per intraprendere la carriera letteraria. Entrato in contatto con il più importante e corteggiato autore del momento, quell’Oscar Wilde che sfornava romanzi, saggi e opere teatrali capaci di incantare l’intera società borghese internazionale, ne divenne presto sincero amico, tanto che sembra lo abbia personalmente iniziato alla pederastia. Divenne così parte di un gruppo di intellettuali gaudenti che, insieme al noto scrittore, si intrattenevano con giovani per lo più minorenni dello stesso sesso. Molti degli incontri avvenivano proprio nelle camere dell’Hotel Ritz dove Wilde era praticamente di casa. Dopo il processo del 1895, che coinvolse e distrusse la brillante carriera dell’arguto suddito di Sua Maestà Britannica condannato a due anni di reclusione per sodomia, fu tra i pochi che mantennero contatti e amicizia con l’artista depravato che non si riebbe mai dall’affronto subito e si spense in breve tempo (1900) lontano dalla patria, povero e abbandonato. Ross divenne esecutore testamentario e depositario dei diritti editoriali delle opere di Wilde, compreso quel De Profundis che raccontava il duro soggiorno nella casa di pena di Reading, che riuscì a diffondere in tutto il mondo. Nel gruppo  degli invitati, che conversavano tra una tazza di chutney di pomodoro ed un piatto di cosciotto con fagioli prima di gustare un pudding di datteri o un brownies, si potevano annoverare personalità della nobiltà o dell’alta borghesia come la Duchessa di Sutherland e il signor Wells, la signora, che volle restare anonima, che aveva versato cinquantamila sterline per erigere la tomba –originale monumento funebre al grande artista nel cimitero parigino del Pére Lachaise – giornalisti, scrittori, snob. C’erano anche i due figli di Oscar, Cyril e Vyvyan, che avevano cambiato nome e si erano trasferiti con la madre in Francia negli anni della detenzione del padre. Risultavano assenti, invece, Lady e Lord Alfred Douglas, nonostante la loro solfurea presenza permeasse anche gli anfratti più reconditi della sala. “Bosie”, questo era il nomignolo con cui Oscar chiamava il suo giovane amante e compagno di orge omosessuali, dopo aver causato la rovina e la detenzione dello scrittore, era scomparso dalla sua vita e nel 1902 si era sposato con la ricca ereditiera e poetessa Olive Eleanor Custance da cui ebbe anche un figlio di nome Raymond. I discorsi, visto l’argomento, risultarono equivoci e impacciati, si faceva fatica a riabilitare del tutto il personaggio, che seppur si fosse sempre distinto per le sue stravaganze ed i suoi eccessi, aveva per la società del tempo oltrepassato il limite di tolleranza. In questo clima di misurato imbarazzo, dove l’emblematico aplomb inglese si esprimeva al massimo delle potenzialità, l’intervento del festeggiato, Robert Baldwin Ross, rappresentò un esempio di coerenza personale e di vera amicizia nei confronti del defunto. Ross informò gli invitati che al momento il De Profundis aveva fruttato venticinquemila franchi , che sommati agli incassi tedeschi di Salomè avevano permesso di estinguere tutti i debiti accumulati da Wilde negli ultimi anni di vita. “Gli allori di Oscar Wilde – concluse Ross – possono dunque essere restituiti ai suoi figli, macchiati solo dalle lacrime “.

 

 

                                                                            Stelvio Catena

 

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