La passione per l’ospitalità: I Bucher – Wirth

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

L’intuizione di un importante business quando ancora nessuno ci credeva, il turismo di massa, e l’amore per l’ospitalità alberghiera alla base di un successo che continua immutato nel tempo.


Franz Josef Bucher nasce a Kerns nel cantone elvetico di Obvaldo il 17 gennaio 1834. Figlio di contadini frequenta prima la scuola comunale del paese natio e poi il collegio reale di Sarnen, capitale del cantone. Per qualche tempo lavora come alpigiano poi a trent’anni avvia, con il futuro suocero Josef Durrer, la ditta Bucher & Durrer che gestisce segherie.
Nel 1871 i due creano una fabbrica di parquet, ma costruiscono anche abitazioni. Nonostante l’impresa cresca in modo continuo, Franz Josef è convinto che un nuovo business sia ormai prossimo a svilupparsi: quello del turismo.
Il benessere economico sempre più diffuso e l’allargamento delle classi medie, incrementano l’interesse per i viaggi e per i soggiorni di vacanza un po’ in tutta Europa.
Il primo albergo è costruito a Engelberg tra il 1869 e il 1870: il Sonnenberg.
L’anno successivo, convinto che l’intuizione riguardo al futuro dell’offerta alberghiera sia vincente, Bucher acquista, in accordo con il socio, la Trittalp sul Burgenberg e vi costruisce una serie di alberghi. Il successo è immediato e l’area è subito attrezzata con una funicolare elettrica e l’ascensore, novità assoluta per le località alpine, dell’Hammetschwad. Agli inizi del 1905 la Trittalp è uno dei più organizzati e vasti complessi alberghieri d’Europa.

Nel frattempo e precisamente nel 1895 la ditta si era sciolta di comune accordo. Durrer, che nel frattempo aveva sviluppato nella parte sud orientale del continente il commercio e la lavorazione del legno, terrà la parte delle costruzioni, mentre Bucher si dedicherà alla sua passione: lo sviluppo dell’attività alberghiera. Quest’ultima era cresciuta notevolmente negli ultimi anni inglobando alberghi di gran lusso non solo in Svizzera: il Gran Hotel Méditerranée a Pegli presso Genova, i Palace di Lugano, Milano e Lucerna, il Semiramis del Cairo, l’Hotel de l’Europe a Lucerna, il Minerva e il Quirinale a Roma. La città eterna diventerà per la famiglia e per le sue attività imprenditoriali un centro di grande importanza. Infatti, nel 1890 il capostipite invia il genero Heinrich Wirth a occuparsi proprio dell’Hotel Minerva. Heinrich, che in seguito per molti anni dirigerà l’Hotel Quirinale facendone uno degli alberghi più prestigiosi della città di Roma, si era sposato con Cristina Bucher e avevano dato alla luce tre figli: Roberto (1888), Elsa (1890) e Oscar (1893). Quest’ultimo seguendo la vocazione di famiglia nel 1921 entra in società con un altro svizzero il sig. Hassler proprietario dell’omonimo albergo tra i più prestigiosi della capitale, situato in uno dei luoghi di maggior fascino della città: in cima alla scalinata di Piazza di Spagna di fianco alla chiesa di Trinità dei Monti. Nel 1939, Oscar Wirth, divenuto unico proprietario, demolisce la vecchia struttura sostituendola con una più adatta alle moderne esigenze dell’ospitalità alberghiera. Requisito dalle forze armate statunitensi nell’immediato dopoguerra, il prestigioso hotel riapre i battenti nel 1947.

Un paio di anni dopo, durante un viaggio a New York, Oscar Wirth conosce e s’innamora di Carmen Bucher bis-nipote di Franz Josef. Nell’agosto del 1949, con il matrimonio tra Oscar e Carmen si uniscono per la seconda volta in meno di un secolo i destini di due grandi famiglie di albergatori: i Bucher – Wirth. Dalla loro unione nascerà nel maggio del 1950 Roberto, che afflitto fin dalla nascita da sordità totale, si prodigherà oltre che allo sviluppo dell’attività familiare con ottimi risultati (nel 2005 il periodico specializzato Hotels lo ha eletto Indipendent Hotellier of the World, secondo in famiglia dopo la madre, che si era aggiudicata, prima donna in assoluto, l’ambito trofeo nel 1992) alla realizzazione della Roberto Wirth Found, un’associazione che si prodiga nel fornire un’adeguata formazione ai bambini affetti da problemi all’udito in età prescolare, in modo che possano affrontare la scuola in condizioni il più possibile paritarie al resto dei compagni.

Riconoscimenti importanti per una famiglia di albergatori ormai giunta alla quinta generazione.

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