L’ecoturismo è ormai un business

ATTUALITA’

Da ormai diverso tempo i parchi nazionali e regionali attirano un numero assai elevato di visitatori attivando un volano importante per il business del turismo. Si tratta di un fatturato miliardario capace di incrementare l’occupazione e valorizzare incontaminati spazi naturali, preservandoli da funeste quanto aberranti lottizzazioni. Un comparto, quello dell’ecoturismo, che, in un mercato aggredito da un’agguerrita concorrenza e stremato da una crisi economica delle più nefaste, rappresenta un’oasi da salvaguardare per la salute, e non solo economica, del nostro paese.


Dal punto di vista naturalistico, l’Italia è il paese più ricco del vecchio continente, possedendo sul proprio territorio la metà delle specie vegetali  presenti in Europa e un terzo di quelle animali. Un primato che scaturisce, in parte dalla particolare conformazione geografica della penisola, così lunga e stretta, in parte dalla salvaguardia, operata attraverso gli anni dalle diverse autorità avvicendatesi alla guida del paese, di un numero notevole di aree naturali. Al momento sono 24 i parchi nazionali, 142 quelli regionali, 146 le riserve naturali, 371 le riserve regionali, 431 le altre aree protette e 23 le riserve marine. Numeri importanti, che diventano ancor più significativi se andiamo a considerare anche le strutture, tanto residenziali che economiche, collocate all’interno di queste zone. I soli parchi nazionali, ci documenta una recente indagine di Federparchi, ospitano 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, intorno a 200 siti archeologici, 300 edifici di culto,  suddivisi tra monasteri, santuari e chiese rurali. Strutture che, unite alla ricchezza di proposte enogastronomiche presenti  nei diversi territori, formano un pacchetto di offerta assai incentivante per un numero sempre maggiore di turisti. In effetti quello che potremmo definire il comparto dell’”ecoturismo” ormai da diversi anni non conosce crisi, affermandosi anche come uno dei sostegni economici più importanti per diverse regioni della penisola. I risultati parlano chiaro: i dati, ancora non definitivi, per il 2008 attestano a 97.809.224 il numero di visitatori nelle aree protette, +1,97% rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato è salito a 10,515 miliardi di euro con un incremento sul 2007 del +6,28%. Del resto la superficie totale delle zone sotto tutela ambientale ha superato il 10,0% del totale della penisola, percentuale raggiunta anche dalla cifra d’affari relativa al “turismo ecologico” sul fatturato generale del comparto in Italia. Effetti importanti che fanno del binomio parchi naturali – tempo libero uno dei più graditi abbinamenti tra i vacanzieri degli ultimi anni, un binomio che, almeno secondo le previsioni di mercato, non sembra proprio destinato ad affrontare crisi di nessun tipo. Una recente indagine del Centro Studi Permanente dell’Osservatorio Ecotur informa che per l’anno in corso il 56,2% degli operatori contattati prevede un incremento dei flussi turistici, giudicano, invece, la situazione stazionaria il restante 43,8%. Nessuno si attende una diminuzione del numero di avventori. Le ragioni di tale successo dipendono: in primo luogo dall’opportunità di “vivere con la natura” (38,0%), poi dal bisogno di “relax e tranquillità” (13,7%), quindi dal desiderio di “conoscere le tradizioni culturali, folkloristiche ed enogastronomiche” (12,6%). La possibilità di spuntare “prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie” occupa soltanto il quarto posto delle motivazioni di consumo con il 10,3% degli intervistati e precede di poco “praticare sport e attività all’aria aperta” (9,9%). Tra gli sport il più praticato appare il trekking, seguito da escursionismo, bird watching, cicloturismo, equitazione e sci di fondo.  Al vertice dei soggetti a richiedere questo tipo di vacanza si posizionano le famiglie (22,7%), poi le gite scolastiche (20,0%), le coppie (19,9%), mentre i singoli (10,3%) appaiono meno incentivati. Un settore che già impiega 4 mila persone come dipendenti diretti dei parchi, ed altre 82 mila attraverso l’indotto, e che sembra poter assorbire nuova occupazione. “È la dimostrazione – afferma Enzo Giammarino, presidente Ecotur – che sta prendendo piede in Italia un tipo di turismo non convenzionale, orientato verso nuove esperienze e capace di offrire emozioni diverse”.

 

        

                                                    Stelvio Catena

 

 

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