Modi

SUCCESSE…AL RISTORANTE

Nell’inverno del 1907 un ragazzo non molto alto, moro, dalle fattezze mediterranee, di una bellezza irriverente, con indosso un robusto vestito di velluto e in testa un cappello a falde larghe entrava in un piccolo ristorante di Parigi in rue Campagne Premiére, Chez Rosalie, per proporre alla proprietaria una specie di baratto: un pasto in cambio di un quadro. Il ragazzo era un pittore di nome  Amedeo Modigliani.

 

Numerosi sono gli aneddoti sulla breve vita di Amedeo Modigliani nella Parigi degli inizi del secolo XX, e quasi tutti veri. Forse, soltanto Vincent Van Gogh può vantare una così ricca e tormentata aneddotica che amplifica il fascino del personaggio oltre a quello delle sue opere. Modigliani giunge nella ville lumiére nel 1906, pochi soldi e tanta buona volontà, con un sogno “sfondare” nel mondo dell’arte.  Anche Rosalie Tobia lascia il quartiere romano di Trastevere nello stesso anno e si reca nella capitale francese. Ha investito gran parte dei suoi risparmi, ben 45 franchi, nell’acquisto di una latteria, dove si vendevano anche formaggi, al numero 3 di Rue Campagne Premiére una traversa all’inizio di Boulevard Montparnasse. In breve la trasforma in un piccolo ristorante, l’insegna recitava restaurant ma in realtà era più una trattoria, dove si può gustare una genuina e semplice cucina italiana. Le specialità sono: lasagne al forno, ossobuco, tagliatelle fatte in casa e una vastissima scelta di vini, dal Valpolicella al Barolo, dal Lambrusco al Frascati al Chianti. I quattro tavoli con il piano in marmo che compongono l’arredamento del locale ben presto si riempiono di avventori attratti dalla bontà delle ricette gastronomiche e dai prezzi mai esosi. Nel frattempo Modi, così viene chiamato nell’ambiente Amedeo, attraversa un periodo buio dal punto di vista della disponibilità economica, essendogli venuto a mancare qualsiasi contributo in lire dalla famiglia, mentre le vendite delle proprie opere non decollano. Vende disegni, è molto bravo a cogliere con brevi e veloci tratti le caratteristiche principali di un volto, nei caffè di Montmartre o della Rive Gauche proponendosi a turisti o residenti. Anche lì, però, le cose stentano a produrre risultati concreti. Per sbarcare il lunario, in particolare i pasti rappresentano il vero problema contingente, ha messo a punto uno stratagemma che in più di una volta si è rivelato utile. Prende accordi con un ristoratore a buon mercato versando una piccola somma anticipata per una serie, breve, di pasti. Consumato l’anticipo, continua a frequentare per un po’ il locale accumulando un piccolo debito, per poi scomparire quando il debito comincia a farsi consistente e il proprietario inizia a reclamare il dovuto. Con Rosalie, però, le cose vanno diversamente. Nasce tra i due una vera amicizia e la donna non si cura più di tanto di ricevere il pagamento dei pasti consumati dall’artista. Questi cerca di sdebitarsi come può, regala disegni , quadri, realizza ritratti della donna che poi le regala. Le opere finiscono per abbellire le pareti della trattoria. Un giorno entra nel ristorante un uomo bruno di capelli, con una lunga barba dello stesso colore, dalle guance scavate. Varca la soglia con passo malfermo e ordina del vino. Si vede ad occhio nudo che è già alticcio. Dopo il terzo bicchiere chiede di poter uscire un attimo per recarsi nel vicino negozio di articoli per la pittura. Torna accessoriato di colori e inizia a disegnare il muro bianco che ha alle spalle. Rosalie guarda interdetta, ma lo lascia fare. È abituata ad avere a che fare con personaggi strambi, dai caratteri difficili e dai comportamenti al limite della follia. In quel mentre entra nel locale Modi che scorto il pittore lo abbraccia calorosamente. Maurice Utrillo, quello è il nome dell’uomo barbuto, inizia un fitto colloquio con l’amico intervallato da robuste bevute comuni. Dopo un po’ Rosalie, constatato che i due sono ormai “partiti” reclama il pagamento del conto. Amedeo reagisce, come sempre quando è sbronzo, in maniera sgradevole  ed inizia una vera e propria rissa. Il ristorante è quasi distrutto mentre la donna strappa dalle pareti e distrugge tutte le opere del livornese. Giunge la polizia che arresta i due ubriachi. Verranno presto rilasciati perché il Prefetto è un grande collezionista d’arte moderna e apprezza Utrillo. Modi non entrò più da Rosalie. Un suo ritratto è oggi valutato oltre il milione di euro, l’equivalente di un bel po’ di piatti di tagliatelle.

 

 

 

 

                                                                                     Stelvio Catena

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