Mohan Singh Oberoi

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

Per l’intera vita, protratta per oltre un secolo, Mohan Singh Oberoi è stato il simbolo delle capacità imprenditoriali indiane nell’ambito delle strutture di accoglienza di alto livello. Presidente dell’Associazione degli Albergatori e Ristoratori Indiani per lungo tempo, carica onorifica che gli è stata assegnata a vita, rappresenta un simbolo di capacità ed efficienza per la categoria imprenditoriale del grande paese asiatico.

La cittadina di Bhaun, nel distretto di Jhelum oggi facente parte del Pakistan, nel 1901 durante il dominio inglese contava 5.340 abitanti. Fra di essi con soltanto un anno di età c’era anche Mohan Singh Oberoi. Il ragazzo perse il padre, un piccolo imprenditore edile che lavorava soprattutto a Peshawar, ad appena sei mesi dalla nascita  e dovette cavarsela con l’appoggio della sola genitrice. Il periodo dell’infanzia e della gioventù fu per Mohan ricco di difficoltà e problemi a causa della precaria situazione economica in cui versava il piccolo nucleo familiare. Frequentate le prime classi scolastiche nel proprio villaggio, superò gli esami di ammissione al collegio di Lahore che, però, dovette essere presto lasciato per l’impossibilità di pagare la retta. Grazie ad un amico di Amritsar che lo ospitò per l’intero periodo, frequentò un corso di dattilografia e stenografia. La situazione familiare imponeva però decisioni di diverso tipo. Con l’aiuto di uno zio trovò un posto da sorvegliante in una fabbrica di scarpe. La situazione si fece di nuovo difficile allorché la fabbrica di scarpe fallì e MS Oberoi tornò alla casa natia senza lavoro. Nonostante non avesse una lira, fosse disoccupato, e, in pratica, senza amici decise di convolare a nozze con una ragazza del villaggio. Solo, a Simla, capitale estiva del Governo Britannico, in preda ad una forte disperazione, fallito anche il tentativo di superare l’esame di un concorso per la pubblica amministrazione, entrò nella prima porta che vide aperta in cerca di un’occupazione. Era una porta girevole, ed immetteva nella hall del lussuoso Hotel Cecil. Si diresse verso il bancone della reception e chiese di poter avere un lavoro qualsiasi. Venne assunto e, saputa la sua condizione di coniugato, gli venne anche fornito un alloggio, assai modesto, nel retro dell’albergo da condividere con sua moglie. All’arrivo alla guida dell’hotel di Mr Clarke, Mohan divenne il suo segretario essendo capace di dattilografare e scrivere a macchina. Insieme affrontarono un lungo cammino all’interno del mondo dell’ospitalità alberghiera che li portò all’acquisizione di un hotel proprio: il Clarke’s. Quando il titolare decise di lasciare la proprietà chiese al fedele collaboratore di acquistare la struttura per dare continuità al lavoro iniziato insieme. Dopo aver racimolato la cifra necessaria, vendendo i gioielli di famiglia, chiedendo aiuto ad amici e parenti, dando fondo a tutti i risparmi in suo possesso, MS Oberoi acquisì la proprietà dell’albergo. In quel periodo, siamo nel frattempo giunti nel 1933 una grave epidemia di peste stava devastando Calcutta e il Grand Hotel era in vendita essendo stato il luogo dove ben cento turisti e residenti inglesi avevano contratto il morbo. Mohan prese in affitto per un determinato periodo di tempo la struttura e la riaprì alla clientela. Allo scoppio della seconda guerra mondiale il Grand Hotel di Calcutta divenne la sede delle truppe dell’esercito di Sua Maestà Britannica, 1.500 uomini alloggiati e bisognosi di vitto. Un affare colossale che determinò la fortuna di MS Oberoi. Appena due anni dopo acquistava il pacchetto di maggioranza della Assocated Hotels of India Limited che possedeva strutture di accoglienza in tutte la principali città del paese: Rawalpindi, Peshawar, Lahore, Muree e Delhi. La mission aziendale consisteva nel dare il massimo del confort e della tranquillità ai clienti grazie a servizi di alto livello e di sicura qualità. Seguirono altre strutture a Darjeeling, Chandigarh, Kashmir. Nel frattempo, siamo ormai nel 1947, l’India conquistava l’indipendenza e MS Oberoi diventò il simbolo delle capacità imprenditoriali indigene. Per diversi anni ha ricoperto la carica di Presidente dell’Associazione degli Hotel e Ristoranti indiana e ne è stato, poi, nominato Presidente ad honorem a vita. Eletto al Parlamento nazionale non ha cessato fino alla fine di ampliare la propria attività industriale acquisendo strutture a Singapore, Arabia Saudita, Sri Lanka, Golfo Persico, Nepal, Egitto, Africa. Ci ha lasciato alla veneranda età di 102 anni, il 3 maggio 2002.

                                                                      

                                                                          Stelvio Catena

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