Claudio Biondi evidenza1

Il 2021 comincia con un po’ di novità per il Consorzio di tutela del Lambrusco. Innanzitutto grazie al voto espresso all’unanimità il 28 settembre scorso c’è stata la fusione tra i tre precedenti enti di tutela del Consorzio Emiliano. Il neonato Consorzio ha nominato il suo presidente, Claudio Biondi – già presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena e il vicepresidente, nella persona di Davide Frascari, già a capo del Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa. Il nuovo organismo di tutela rappresenta otto denominazioni che si trovano tra Modena e Reggio Emilia – Lambrusco DOC, Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Reggiano DOC, Colli di Scandiano e di Canossa DOC, Reno DOC e Bianco di Castelfranco Emilia IGT –  per un totale di circa 16.600 ettari vitati e una produzione che nel 2020 ha superato del 3% i 42 milioni di bottiglie di Lambrusco DOC del 2019.

Nell’ambito del CdA è stata presentata anche la nuova brand identity del Consorzio. Realizzata per cercare di fondere nell’immagine rappresentativa del Consorzio gli elementi essenziali del territorio e del vino che ne è espressione: le tonalità di colore che vanno dal rosa chiaro, a quelle che richiamano i caratteristici piccoli frutti rossi, il cui aroma è uno degli elementi maggiormente identificativi delle bollicine del Lambrusco. La lettera L (iniziale di Lambrusco) è poi posizionato all’interno del nuovo brand dalla forma sinusoidale, che vuole rappresentare il movimento brioso delle bollicine presenti in tutte le versioni di Lambrusco e, allo stesso tempo, ricorda quasi un sigillo, come quelli in ceralacca che chiudono le lettere e i regali più preziosi.

Questo il commento post CdA del neo presidente Claudio Biondi: “È un giorno importante per il nostro Consorzio, che inizia ufficialmente la sua attività attraverso la prima seduta del suo consiglio di amministrazione. Quello che ha portato all’unificazione del variegato mondo del Lambrusco è stato un percorso lungo: ora la sfida sarà definire le strategie di comunicazione e i progetti di promozione più efficaci, sia a livello nazionale che internazionale, continuando ad apportare un contributo in un settore che, come tutti, ha subito i contraccolpi della recente pandemia”. Ha poi continuato: “A causa dell’emergenza pandemica tuttora in corso, il 2021 si è aperto nello stesso clima d’incertezza che ha caratterizzato lo scorso anno. La nostra base produttiva sta reagendo con forza alla difficile congiuntura economica e ora la nascita di questo Consorzio è un’arma in più per pianificare strategie che siano di aiuto a tutta la filiera con un imprescindibile spirito di coesione. Impegno prioritario del Consorzio andrà verso le aziende più penalizzate in questo momento storico, ovvero quelle che hanno come principale sbocco il canale HoReCa. In questo senso ci siamo già attivati con la richiesta formale – da parte di tutta la filiera vitivinicola alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – di rivedere l’impossibilità di vendita di vini e bevande alcoliche per asporto nei bar e nelle enoteche dopo le ore 18. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 16 gennaio a seguito dell’ultimo DPCM, sta infatti andando ad aggravare immotivatamente una frangia di produttori già messi a dura prova”.

Di Italya

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