Obesi alla sbarra

ATTUALITA’

Ormai non è più un problema che ognuno di noi deve essere in grado di risolvere da solo, ma una vera e propria piaga sociale a cui tentano di porre rimedio gli stessi governi alla guida dei singoli paesi. L’obesità ha assunto dimensioni preoccupanti un po’ in tutti gli strati della popolazione colpendo giovani, adulti e vecchi e rappresenta una delle maggiori cause di malattie, in particolare quelle di origine  cardiovascolare. Bisogna, perciò, correre al più presto ai ripari.   

Le preoccupazioni  sono diffuse un po’ in tutti i continenti. Dagli Stati Uniti all’Europa, dal Giappone alla Cina, tutte le nazioni in cui il benessere si sta diffondendo o è già diffuso da tempo devono fronteggiare questa tendenza ormai planetaria. Le stime parlano chiaro: negli USA la percentuale di popolazione definita obesa raggiunge il 22,5% del totale, nel Regno Unito il 17%, in Francia il 12,7% in Italia il 12,0% e in Giappone il 3,2%. Quest’ultimo ha iniziato una campagna istituzionale contro il fenomeno che vede scendere in campo governo centrale, aziende private e amministrazioni locali. L’esecutivo ha infatti varato una legge che rende obbligatoria, nell’ambito dei checkup annuali da effettuare su dipendenti e cittadini, la misurazione della circonferenza della vita,  i cui limiti sono stati fissati per legge: 85 cm per gli uomini e 89 cm per le donne. Coloro che avranno misure superiori a quelle indicate saranno oggetto di un ammonimento con l’obbligo di ripetere le misurazioni 6 mesi dopo e qualora risultassero recidivi i datori di lavoro incorrerebbero in  multe pecuniarie. Del resto sono stati elaborati dal potere centrale obiettivi specifici per ogni singolo operatore, sia pubblico che privato, la cui somma prevede un decremento degli obesi nei prossimi quattro anni del -10,0% e del -25,0% in sette. Non meno drastiche le misure adottate da alcuni amministratori degli Stati Uniti. La rivista Men’s Fitness ha di recente pubblicato una lista delle città con il più alto numero di abitanti obesi. Al primo posto si è classificata Las Vegas , seguita da Arlington dove la percentuale dei sovrappeso raggiunge il 43,2%, poi El Paso e quindi Forth Worth, queste ultime quattro tutte nel Texas. Il fenomeno è, però, diffuso un po’ in tutti gli Stati della nazione. E le contromisure variano da località a località. Ad esempio in Alabama è stata decisa una tassa per fumatori e obesi, intorno ai 590 $ l’anno, anche perché, ha dichiarato il ministro della sanità Robert Wagstaff in pieno stile americano, cioè con un occhio al business, : “L’obesità e il fumo causano troppe malattie, a volte mortali, che tra l’altro gravano sul nostro bilancio”. Mick Cornett sindaco di Oklaoma City, all’ottavo posto nella graduatoria di Men’s Fitness, si è infuriato e, come rappresaglia, ha praticamente”ordinato” ai concittadini di dimagrire di 400.000 chili collettivi entro il 2008. Lo stato del Mississippi  sta studiando una legge che vieterebbe ai ristoranti di servire chi è sovrappeso, mentre Clarian, una catena di ospedali dell’Indiana, sottrarrà dieci dollari al mese a tutti i propri dipendenti non in regola con la bilancia. A New York il sindaco Michael Bloomberg, da quando è venuto a conoscenza secondo i calcoli del comune che nei prossimi cinque anni ci sarebbero stati 130.000 nuovi obesi a passeggio per la “grande mela”, ha imposto alle catene di ristorazione di inserire il numero delle calorie accanto ai piatti dei menu. Del resto negli Stati Uniti i cittadini obesi risultano essere 101 milioni. Anche il vecchio continente è alle prese con il fenomeno. Al vertice della lista continentale, stilata dall’International Association for the Study of Obesity per il 2008, è piazzata Cipro, piccola isola del Mediterraneo, con il 65,3% della popolazione obesa o sovrappeso, a ruota con il 63,1% la Gran Bretagna, quindi Malta (nelle isole sembra s’ingrassi più velocemente) con il 60,3%. Seguono: Austria (59,4%) e Germania (58,3%)sempre con oltre la metà della popolazione oversize . L’Italia, grazie soprattutto alla “dieta mediterranea”, si trova nella parte bassa della classifica attestata al 44,1%, preceduta da Lettonia (45,1%), Estonia (44,3%) e Belgio (44,2%) e seguita dalla sola Romania (41,9%). Il leader governativo spagnolo Josè Louis Zapatero, per parte sua, ha dichiarato guerra alla pubblicità dei maxi hamburger, invece dall’altra parte della Manica si sta studiando un sistema simile ai semafori da inserire nei menu dove il verde segnala i cibi più leggeri, il giallo quelli da consumare con moderazione e il rosso gli altri. Insomma tutti più leggeri per stare meglio.

 

 

                                                                              

Stelvio Catena

 

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