Quel pranzo fu una bomba

SUCCESSE…AL RISTORANTE

Nel 1894 uno scrittore libertario molto vicino agli ambienti anarchici fu vittima di un attentato mentre pranzava da Foyot uno dei più famosi ristoranti della capitale francese.

M. Foyot, lo chef di Luigi Filippo re di Francia, alla caduta del monarca (24 febbraio 1948) decise di proseguire la sua attività di ristoratore e aprì un locale al 31 di rue de Tournon a due passi dal palazzo del Senato nei pressi dei giardini del Luxemburg. Ben presto, grazie anche alla cucina di grande qualità tra cui ancor oggi svetta la costata di carne che prende il nome dal suo creatore, divenne uno dei ristoranti più famosi di Parigi. Ai suoi tavoli prendevano posto personaggi tra i più in vista della capitale nel campo artistico, letterario, politico, economico. Il locale deve, però, la sua fama anche a un episodio che con la cucina ha ben poco a che fare. Infatti il 4 aprile 1894 una bomba, sembra di matrice anarchica o poliziesca, sull’attentato non è mai stata fatta piena luce anche se il sovversivo Felix Fénéon sembra l’indiziato più probabile, esplodeva nel locale ferendo in modo grave un giornalista e scrittore di nome Laurent Tailhade che, pur non condividendone la fede,  in più di un’occasione aveva preso posizione a favore del movimento libertario,. Il malcapitato a causa dello scoppio rimase orbo. E pensare che solo pochi giorni prima il battagliero e buongustaio polemista, era intervenuto a favore dell’anarchico Auguste Vaillant, reo di aver messo una bomba alla Camera, chiudendo l’articolo con le parole “che importano le vittime quando il gesto è bello!”. L’ironia della stampa di regime sommerse il povero Tailhade, che nonostante le dichiarate posizioni rivoluzionarie, per le quali finì anche in carcere dopo aver istigato la popolazione all’assassinio dell’”immondo zar di Russia” in visita in Francia, conduceva una vita borghese, in cui il piacere del cibo giocava un ruolo importante. Considerava la cucina una parte dell’estetica e giudicava il gusto un piacere sia spirituale che sensuale. Del resto la sua era vita all’insegna della rivolta al senso comune, pregna di individualismo, che lo portò a frequentare poeti maledetti coma Mallarmé, scrittori invisi al potere quali Zola, France, Mirbeau e a affrontare una decina di duelli. Altri personaggi hanno ricordato con piacere i pasti al Foyot. Ad esempio Albert Schweitzer vi era ospite dell’organista Charles Marie Widor che oltre agli studi di musica “…si occupava anche del mio benessere materiale. Se aveva l’impressione che a causa del mio poco denaro non avessi mangiato abbastanza, spesse volte dopo la lezione mi portava al ristorante che frequentava abitualmente, il Foyot, …, affinché potessi saziarmi”. Il ristorante, che mantenne intatto il proprio prestigio nel tempo, chiuse definitivamente i battenti nel 1938, anche se il suo ideatore rimane nella storia della gourmanderie d’oltralpe. Mai, come nel caso di Tailhade, può ritenersi valido l’adagio secondo cui lo scrittore ha consumato  “un pranzo che gli è costato un occhio”.

 

 

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