Restaurant of Philadelphia

SUCCESSE…AL RISTORANTE

La più importante città della Pennsylvania, oltre a aver ispirato uno dei grandi successi di Bruce Springsteen e un film cult di Jonathan Demme, detiene anche il primato del più alto rimborso assicurativo mai pagato per un incidente al ristorante.

 

Il quacchero William Penn fondando nel 1681 la città di Philadelphia non avrebbe certo immaginato che sarebbe diventata il simbolo dell’autonomia e della democrazia degli Stati Uniti d’America, oltre che il centro più importante della regione del nuovo continente che aveva preso in concessione dalla corona inglese e cui aveva dato il proprio nome: la Pennsylvania (bosco di Penn).

Nei suoi palazzi vennero, infatti, redatte la dichiarazione d’indipendenza (1776) e la costituzione statunitense (1787) e oggi con i suoi 1.492.000 abitanti è la quinta città per popolazione degli USA. Centro culturale di solide tradizioni (basti ricordare la The Philadelphia Orchestra), raffinata e elegante, è famosa per i suoi ristoranti e per la grande varietà di cucine che è in grado di proporre ogni sera ai suoi cittadini.
Dalla nouvelle cuisine alla cucina mediterranea, a quella asiatica (tailandese, coreana, cantonese, giapponese), all’africana, alla sudamericana. Oltre alla qualità delle pietanze un’altra caratteristica distingue i locali di Philly, come i suoi abitanti chiamano affettuosamente la città, l’essere ubicati in luoghi particolarmente piacevoli e singolari.
Caveau di vecchie banche in disuso, antichi edifici storici, le rive del grande fiume che l’attraversa: il Delaware, divengono piccole oasi in cui poter gustare le proposte originali dei numerosi chef che hanno scelto Philadelphia come propria città. Senza correre il rischio di sbagliare si può dire che, al giorno d’oggi, la città della Pennsylvania ospiti i più rinomati ristoranti degli Stati Uniti. Proprio in uno di questi ristoranti, magari il Panorama, oppure il Vetri, giudicato il miglior ristorante italiano del Nord America, oppure il Devon Seafood, specializzato nel pesce e nei frutti di mare, o il Saddakan, per chi ama il fusion food con i sapori e i profumi orientali, entra una tarda mattinata del maggio 2000 la signorina Amber Carson con il suo fidanzato. Carson viene da Lancester una contea vicina, famosa per accogliere la comunità Amish formata da persone che vivono secondo i ritmi e le usanze, vestiti compresi, della metà dell’800, avendo rifiutato i condizionamenti della società consumistica. I due non stanno attraversando uno dei migliori momenti della loro relazione, e tra un manicaretto e l’altro volano parole grosse. Tanto grosse che Amber, in un impeto di rabbia lancia il cocktail che sta consumando contro il giovane che, contrariato dalla figuraccia cui lo ha esposto la fidanzata, lascia in fretta il locale.
La ragazza, forse pentita per lo scatto di nervi, si lancia all’inseguimento del fidanzato, ma, nel passare sul liquido da poco versato sul pavimento, scivola e cade in terra pesantemente. Il dolore al fondoschiena è terribile e all’ospedale è ricoverata per la rottura del coccige. Alla malcapitata viene consigliato di richiedere un indennizzo al locale. La sentenza del giudice è tra le più bizzarre della giurisprudenza statunitense, al ristorante è imposto di pagare un risarcimento di $ 113.500 (valore in lire italiane intorno ai 150 milioni).

Di sicuro il fondoschiena della signorina Amber meritava un indennizzo adeguato al suo valore estetico, e invidiamo un poco questo fidanzato vilipeso, ma a stretto contatto di un così prezioso tesoro, eppure ci appare quantomeno curioso che scivolando sul “latte” da te stesso versato, l’esercente del locale in cui si è consumato l’evento può incorrere in multe di tale entità. Forse la colpa del ristorante è stata quella di non aver tempestivamente ripulito il pavimento, ponendo a rischio l’incolumità degli avventori, in ogni caso credo sia stato il valore più alto mai pagato per un fatto del genere. Il caso è piazzato al terzo posto della speciale classifica del premio Stella (Stella Awards) che intende evidenziare i verdetti più incredibili del sistema giudiziario americano.

Tale premio prende il nome da Stella Liebeck di 79 anni che nel 1992 vinse la causa con un Mc Donald’s per aver riportato gravi ustioni dopo essere caduta in una pozza di caffè caldo all’interno del locale.

Ebbe un indennizzo di 2,9 milioni di dollari. Anche nel caso della Amber possiamo dire, alla romana, che la ragazza deve considerare l’accaduto una vera e propria “botta di … “.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *