Richard D’Oyly Carte

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

Un impresario e autore teatrale che mise il suo talento e il fiuto imprenditoriale al servizio di due autori capaci di segnare, con le loro creazioni, un epoca . Così nacquero il Savoy Theatre e il Savoy Hotel due gioielli che si possono ancora ammirare nello Strand di Londra e che rappresentano il massimo della raffinatezza di fine XIX° secolo.

Nel nostro viaggio attraverso i personaggi che hanno influito con la loro attività in maniera sostanziale nell’evoluzione delle strutture di accoglienza, oggi ci occupiamo di un personaggio che, pur non ponendo l’attività imprenditoriale alberghiera al centro dei propri interessi , diede vita a uno degli hotel simbolo di una città e di un’epoca. La città era Londra, l’epoca la seconda metà dell’Ottocento, l’albergo il leggendario Savoy. Richard D’Oyly Carte nacque a Soho nell’West End londinese il 3 maggio 1844. Era il primogenito di sei figli. Il padre, flautista e venditore di strumenti musicali, vantava origini gallesi e normanne. Richard crebbe apprendendo notevoli conoscenze musicali, che in seguito vedremmo essergli  molto utili, e aprendosi a contaminazioni culturali diverse, basti pensare che due giorni alla settimana in famiglia si conversava soltanto in francese. L’agiatezza economica gli permise di frequentare l’Università di Londra, dividendo il tempo a disposizione tra gli studi e l’impegno nell’attività paterna. Già a partire dal 1868 aveva iniziato a comporre canzoni e opere comiche che venivano regolarmente rappresentate. In parallelo iniziava l’attività di promotore culturale tramite l’apertura di un’agenzia specializzata nell’organizzazione di eventi musicali e teatrali, improvvisandosi anche attore. Nel 1871 si sposava una prima volta con Blanche Julia Prowse, figlia di un costruttore di pianoforti, che gli diede due figli, Lucas e Rupert, ma si spense presto nel 1885. Nel frattempo Richard dal 1875 era diventato direttore del Royalty Theatre sotto la supervisione di Madame Selina Dolaro e decise di commissionare a Gilbert e Sullivan, autori di commedie leggere, un atto unico per riempire la serata che prevedeva un’opera breve di Offembach. Il successo fu immediato e Carte decise allora di costituire la Comedy Opera Company per produrre le piéce di Gilbert e Sullivan  e di altri compositori e autori britannici. Era convinto che i talenti anglosassoni avrebbero fornito nuovo impulso all’opera leggera nazionale soppiantando la diffusione dell’operetta francese che all’epoca invadeva i teatri europei. In questa missione la punta di diamante era rappresentata dal duo Gilbert e Sullivan con i quali costituì una società per la realizzazione delle loro opere. Mentre i due componevano le rappresentazioni, Carte si occupava del resto dell’organizzazione, compreso il casting. Con i proventi della società decise di acquistare dei terreni  nella zona est dello Strand lungo il corso del Tamigi e vi eresse prima il Savoy Palace, poi il Savoy Theatre e, infine,  il Savoy Hotel. Il nome derivava dal dono fatto di quegli spazi da parte di Enrico III d’Inghilterra nel 1246 a Peter Count of Savoy.  Era per l’esattezza il 6 agosto 1889, nel frattempo Richard D’Oyly Carte aveva sposato in seconde nozze la sua segretaria Helen Lenoir che si dimostrò un’ottima compagna anche nella gestione degli affari, quando apriva i battenti, dopo cinque anni di lavori e enormi spese per completarlo, il Savoy Hotel. Da subito la ricca decorazione in stile “déco” (ad esempio la lobby era decorata con marmi pregiati di diversi colori e legno scuro, mentre il ristorante, dall’alto soffitto e le pareti colorate alternando rosa e verde, offriva splendidi scorci sul fiume), la cura nel servizio, la sontuosità degli arredi (ancora sono presenti nelle 260 camere gli specchi intarsiati e i raffinati stucchi originali) ne fecero il principale rifugio della ricca borghesia internazionale e dei principali uomini d’affari che frequentavano la capitale inglese, anche per la sua posizione particolarmente comoda a metà strada tra la City e White Hall. Vantava alcuni record che al tempo fecero epoca, quali la presenza di ben 67 bagni, esclusi naturalmente quelli annessi alle camere. Da una sua finestra Monet durante un soggiorno londinese vi dipinse il Tamigi. La grande classe, e i conseguenti prezzi da capogiro, ne fecero una meta esclusiva per l’upper class internazionale .  Richard D’Oyly Carte si spense a Londra nella sua abitazione, la prima della capitale britannica a installare al proprio interno un ascensore privato, il 3 aprile 1901 con la soddisfazione di aver coronato un sogno: il “Savoy Opera” vantava i diritti di 13 lavori  scritti e composti da Gilbert e Sullivan.

 

                                                                       Stelvio Catena

 

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