Si scrive “Diverso strip bar” si legge body food

ATTUALITA’

La crisi economica che ormai affligge il nostro paese ha generato un inevitabile calo dei consumi, per barcamenarsi in questo clima di austerity e per evitare di perdere la propria clientela ci vogliono idee, anche poche idee ma di quelle buone.

 

E una buona idea, forse sarebbe meglio dire geniale idea è venuta a Ruggero Piazzon, uno dei titolari del “Diverso strip bar” di Vicenza. A dire il vero l’idea, non è frutto di una intuizione recente, ma gli era già balenata per la testa un po’ di tempo fa mentre guardava un film giapponese in cui alcuni malavitosi mangiavano delle pietanze che erano poggiate sul ventre di una donna, ma è stata realizzata solo agli inizi di settembre dopo aver valutato i buoni risultati che avrebbe potuto ottenere quella che in Giappone è una vera e propria moda, il Naked Sushi e che poco alla volta si è diffusa anche in America e in Europa.

 

Parliamo del body food o per dirla con le parole di Piazzon, la moda delle ragazze vassoio per un aperitivo a dir poco stuzzicante. In pratica al “Diverso strip bar” tutti i giorni dalle 19:00 alle 21:00 l’aperitivo, un normale aperitivo viene servito sul corpo di una avvenente ragazza completamente nuda, solo con le zeppe ai piedi e un cuscino sotto la testa, in pratica un vassoio umano in carne e ossa con testa, orecchie, naso, bocca, braccia, gambe e piedi imbandito con patatine, olive, tartine e stuzzichini di vario genere.

 

Un aperitivo che riesce a generare anche reazioni diverse tra i clienti, tutti uomini  naturalmente. C’è chi mostra molto imbarazzo e prima di cominciare chiede quali stuzzichini può gustare, chi invece comincia  scegliendo gli stuzzichini da mangiare in base al posto del vassoio in cui questi sono posizionati. C’è chi mangia in maniera lenta chi invece si preoccupa di svuotare più velocemente possibile “il vassoio”, che rimane vuoto per pochissimo tempo perchè il servizio è gestito da cameriere molto attente che si preoccupano di rimpinguare celermente i “vassoi” che sono rimasti vuoti.

 

Piazzon assicura che è tutto in regola, che la ragazza magari soffre un po’ il freddo, ma che è maggiorenne, consenziente e ben retribuita, anche perché la sua idea ha fatto storcere un po’ il naso a qualcuno e ha generato l’ira di qualche femminista indignata per l’espressione “ragazza vassoio”  usata sui volantini pubblicitari distribuiti in giro.

L’idea però sembra piacere,  sia agli habituè del locale, molti “prenotano” l’intrigante vassoio anche per compleanni o addii al celibato, sia a qualche collega di Piazzon, da più parti cominciano a vedersi annunci di lavoro in cui si cercano “ragazze vassoio”.

 

 

                                                                           Pasquale Mastropasqua 

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