Turismo: un bilancio per il 2008

ATTUALITA’

 In occasione del BIT (Borsa Italiana del Turismo) è stata presentata da Isnart – Unioncamere un’indagine sui risultati del settore turistico nella penisola per l’anno 2008. Le notizie non sono affatto buone, dal momento che si registrano recessioni e battute d’arresto in tutti i principali comparti, con qualche meritoria eccezione. Un momento di grandi difficoltà che però non sembra essersi del tutto esaurito, dal momento che anche le previsioni per il 2009 non sono affatto incoraggianti.   

 

Gli italiani viaggiano meno e per meno tempo. Questa appare come la conclusione più allarmante dell’indagine Isnart – Unioncamere presentata all’apertura della 29° BIT di Milano. I risultati si riferiscono all’anno appena passato e provano a tracciare uno scenario anche per quello futuro. Per quanto riguarda il 2008 i dati presentano il segno negativo pressoché in tutti i comparti. A partire dal fatturato complessivo di alberghi e hotel che registra un disavanzo di 927 milioni di euro, causato dal minor movimento dei nostri connazionali, ma, soprattutto, dal forte calo delle “vacanze lunghe”. In controtendenza soltanto Pasqua, agosto e Natale in montagna, successo che deriva, però, in parte dall’insieme delle difficoltà accumulate nelle annate precedenti che avevano visto in tali comparti una diffusa e persistente flessione delle presenze. Nel complesso gli italiani che hanno soggiornato almeno una volta in albergo sono stati 146,5 milioni (- 5,6% rispetto al 2007 quando avevano raggiunto i 155,2 milioni), dato influenzato in particolare dal decremento delle vacanze brevi (- 5,7%). Le mete indigene sembrano in crisi competitiva nei confronti di quelle dell’est europeo, Paesi Scandinavi e Russia prima di tutti, invece un deciso stop hanno avuto le destinazioni statunitensi. Buoni gli andamenti, invece, del turismo legato al benessere, di quello termale e delle città d’arte e culturale, che appaiono in leggero incremento anche nelle previsioni per il 2009. In forte crescita anche il web che può vantare una percentuale delle prenotazioni effettuate online pari al 18,6% del totale, contro il 3,7% delle agenzie di viaggio, mentre la leadership è mantenuta con largo margine dal “passaparola” fra parenti e amici capace di raggiungere il 42,0% di share. Altro calo anche se leggero nel comparto del business travel. I viaggi d’affari nel 2008 si sono, infatti, fermati a quota 33,9 milioni di euro, nei confronti dei 34,1 dell’anno precedente con un -1,0% che, seppur non rappresenta una perdita considerevole segnala una pericolosa tendenza. Buone notizie, invece, giungono dal comparto montano. Il 2008 termina con un bilancio positivo per il turismo in montagna, portando il tasso di occupazione delle camere al 48,9% (contro un 35,6% della media nazionale), che rappresenta un + 8,0% rispetto al 2007. Tanto che l’appena trascorso periodo natalizio ha visto il dato di occupazione delle camere salire al 71,9%. Il risultato si concentra dunque nel periodo finale dell’anno, e segue, però, una pesante diminuzione delle presenze nei periodi precedenti che hanno costretto diverse strutture ad una riduzione del personale. Tale fenomeno, nonostante rappresenti un segnale importante di tenuta in un contesto particolarmente turbolento come quello attuale, accende una spia d’allarme intorno ad un riacutizzarsi del fattore stagionale cui, da tempo, gli operatori del comparto cercano di trovare rimedio, adoperandosi per rendere la vacanza ad alta quota godibile anche senza neve. Non facile trovare rimedi, anche se il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia coinvolta in prima persona nel problema dal momento che ha effettuato importanti investimenti nel settore (uno per tutti l’ingresso nel gruppo che ha rilevato il Forte Village di Santa Margherita di Pula, nel sud della Sardegna), si sbilancia a fornire consigli: “…anche le imprese devono fare la loro parte, con uno sforzo per capire bene la domanda e per essere più competitive, investendo in qualità e innovazione e compiendo aggregazioni”. Intanto le previsioni per il 2009 parlano di un ulteriore decremento dei fatturati dall’- 1 al – 2%.

 

 

                                                              Stelvio Catena

 

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