Un pasto da 700 euro

ATTUALITA’

Una coppia di turisti giapponesi, nella pausa pranzo durante il  tour della capitale, si è vista recapitare al ristorante scelto, magari segnalato nella guida della città, un conto un po’ “salato”: lo scontrino, infatti, riportava la bella cifra di circa 700 euro. È successo al Passetto, uno dei ristoranti romani più famosi e meta privilegiata di personaggi pubblici e di stelle dello spettacolo, in pieno centro storico a due passi da Piazza Navona. Scontrino che è costato caro anche al proprietario del locale che è stato costretto alla chiusura ed ha ricevuto una denuncia per truffa.


Passando all’ora di pranzo oppure nelle tiepide serate dell’”estate romana” per la cena si potevano intravedere ai suoi tavoli Charlie Chaplin, o la coppia regale Grace Kelly – Ranieri di Monaco, o ancora scorgere il profilo perfetto di Gary Cooper, oppure i baffi diabolici di Salvador Dalì, non di rado lo sguardo trasognato, velato di malinconia di Vittorio De Sica. Stiamo parlando del rinomato ristorante capitolino Passetto, in via Zanardelli 14, a due passi da Piazza Navona. Il locale, situato nel cuore di Roma, ha una lunga storia ricca di successi, tanto che deve essere considerato fra i più esclusivi della capitale. L’anno di fondazione è collocato intorno al 1860, anche se già dal 1855 in un documento amministrativo si faceva riferimento ad una trattoria così denominata per aver un doppio accesso, tanto dall’ingresso principale di Piazza di Tor Sanguigna che da quello secondario di Piazza Agonale (in seguito Navona), da dove per raggiungere le sale si doveva appunto attraversare un “passetto”. Nel 1912 il già rinomato ristorante si spostò negli attuali locali di via Zanardelli da dove iniziò un’irresistibile scalata verso il successo. Sappiamo bene, come consumatori, che il più delle volte aver ospitato personaggi pubblici e divi del cinema, e continuare a farlo dal momento che ai nostri giorni nei suoi tavoli ha accolto Massimo Troisi, Harrison Ford, Sylvester Stallone, Claudia Koll, Leonardo Di Caprio, Milva, Alessandro Gassman e tanti altri, produce come conseguenza un costo complessivo del pasto tendenzialmente al di sopra della media generale, ma a tutto c’è un limite! L’esclamazione è il risultato dell’apprendimento della disavventura capitata a due turisti giapponesi che hanno consumato una colazione nel noto, o forse sarebbe meglio dire “famigerato”, locale. L’ordinazione consisteva in: 12 ostriche, gamberoni arrosto, due porzioni di funghi porcini, spaghetti all’aragosta (due da un chilo ciascuna), una spigola (un chilo e mezzo), composta di frutta e gelato, più acqua, vino e coperto, per un totale di 579,50 euro e una “mancia” (per altro non autorizzata, aggiunta nello scontrino) di 115,50 euro, totale: 695,00. Nella specifica si trattava di 142 euro di antipasti, 208 di primi, 82 di pesce, 32 di dessert, 108 di vino e birra, 8 di acqua. Alla richiesta di spiegazioni da parte dei nipponici, che hanno avuto il sospetto di essere stati presi per i classici “polli da spennare”, i camerieri hanno risposto dicendo che “i prezzi sono questi”. Appena usciti dal ristorante gli asiatici si sono diretti nel più vicino posto di polizia ed hanno sporto denuncia per truffa. Il sopralluogo effettuato dagli agenti del I commissariato, insieme agli operatori della Asl Roma, ha portato alla luce carenze strutturali, locali sporchi e problemi ai frigoriferi, condizioni che hanno determinato la chiusura a tempo indeterminato dell’esercizio. “Per quanto mi riguarda questo ristorante non deve più aprire in casi del genere si deve arrivare alla revoca della licenza”, tuona il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, preoccupato dalla pubblicità negativa che, sia per l’esosità del conto che per lo stato delle cucine, la vicenda ha provocato per la città in un momento particolarmente delicato della stagione turistica, caratterizzata al momento da una maggiore attenzione alla spesa dei viaggiatori e da un preoccupante calo delle presenze internazionali. “Quello che è capitato ai giapponesi è consuetudine in alcuni esercizi del centro – rincara la dose Alessandro Vannini  presidente della commissione turismo e moda del comune – e mi sto impegnando per la ‘carta della trasparenza’”. Incredulo e un po’ indispettito il proprietario, Franco Fioravanti 74 anni, che ha reagito alla pioggia di contumelie piovute sul suo ristorante: “In quale locale, se proprio si vuole, non si trova qualcosa che non va? Io non ho bisogno di truffare la gente”. Con molta probabilità ha ragione nel dire che non ne ha bisogno, ma, a nostro avviso, esistono pochi dubbi sul fatto che si tratti di una truffa bella e buona.

 

 

                                                            Stelvio Catena

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *