Valentine Vester

LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

Il 15 giugno u.s. si è spenta a Gerusalemme alla veneranda età di 96 anni Valentine Vester, proprietaria di uno degli alberghi più importanti e noti della città crocevia di ben tre religioni. Ospitò i più importanti politici del pianeta, tutti coloro che hanno speso tempo e fatica nel tentativo, ancora non riuscito, di portare la pace in una delle zone più turbolente del nostro pianeta.

Sembra incredibile ma Gerusalemme viene considerata città santa da tre delle religioni maggiormente diffuse fra la popolazione mondiale: quella cristiana, quella ebraica e quella musulmana. Tutte e tre sono confessioni monoteiste (cioè che venerano un solo Dio). Una città che da 60 anni vive una situazione di guerra perenne tra i rappresentanti delle varie fedi che ne vogliono ognuno il controllo totale. I quartieri dove sono raggruppate le diverse etnie sono presidiati agli ingressi da porte elettroniche di controllo e chi vuole attraversare da una parte all’altra il centro urbano è costretto a subire diverse perquisizioni. Non è così difficile incontrare gente armata e anche il turista spesso è visto con sospetto. Eppure tra le sue vie si respira un fascino unico, la presenza dei grandi personaggi che hanno scritto la storia mondiale aleggia tra le pietre millenarie di quella incredibile città. Nella zona est, quella per capirci conquistata nel 1967 dalle truppe israeliane, sorge un confortevole e tranquillo (si fa per dire) albergo The American Colony, che ha rappresentato e rappresenta una sorta di oasi neutrale dove poter discutere pacificamente. Tanto per fare un esempio nella stanza n° 16 dell’hotel nel 1993 si incontrarono gli emissari di Rabin (Primo Ministro israeliano) e di Arafat (Presidente dell’OLP che rappresentava il popolo palestinese) per definire alcune clausole importanti degli “accordi di Oslo” tentativo, non riuscito che in parte, di risolvere il conflitto arabo – israeliano. Storica proprietaria del Colony era Valentine Vester. Nata nel villaggio di Alverstoke nell’estremo sud dell’isola Britannica nel 1912 da un ufficiale della Royal Navy, ebbe un’infanzia tranquilla resa serena dal benessere economico. Nel 1963 giunse a Gerusalemme con il marito Horatio Spafford, nipote di quell’omonimo Horatio che nel 1881 aveva fondato proprio nella città santa l’America Colony, una colonia con finalità filantropiche che intendeva aiutare la popolazione indigena, nei locali di una sontuosa villa acquistata da un ricco arabo appartenente alla famiglia degli Husseini. Sorta dopo una tragedia familiare che aveva colpito il noto avvocato di Chicago, le cui quattro figlie erano state inghiottite dal mare a causa di un incidente subito dalla nave che le stava trasportando per una vacanza di piacere in Inghilterra, la struttura intendeva soccorrere i bisognosi di qualunque religione o etnia fossero all’interno delle mura di Gerusalemme ricalcando i semplici modi di vita delle prime comunità paleocristiane. La colonia sopravvisse fino agli anni della seconda guerra mondiale quando venne trasformata in una pensione a conduzione familiare dai discendenti della famiglia Spafford. Quando vi giunsero Valentine ed Horatio già era stata meta preferita da numerosi personaggi importanti, tra i quali ricordiamo il Primo Ministro Britannico e strenuo combattente dei totalitarismi Wiston Churcill, quel Thomas Edward Lawrence grande difensore delle popolazioni del nord Africa meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia e il generale sempre suddito di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra sir Edmund Allenby che tante battaglie combatté nelle sabbie del deserto sahariano. Le comode  e ampie stanze, le piacevoli sale di rappresentanza, il florido giardino interno denominato “delle mogli”, l’inappuntabile servizio del personale, la cura dedicata al cliente, ne hanno fatto una vera e propria istituzione nell’ambito delle strutture di accoglienza della regione. Valentine contribuì al successo così longevo grazie alla sua capacità di mettere a proprio agio gli ospiti anche i più altolocati. Negli ultimi tempi, ad esempio, nonostante la veneranda età era solita intrattenersi  in amichevole conversazione con Tony Blair, che lasciata la carica di Primo Ministro inglese, si reca spesso a Gerusalemme come rappresentante del gruppo dei “quattro” che tentano di risolvere una volta per tutte il problema del conflitto tra Israele ed i Paesi Arabi. Il 15 giugno di questo 2008 anche lei ci ha lasciati. Alle pareti della brasserie dell’albergo è appesa una piccola foto che ritrae la signora Vester ai tempi in cui desiderava diventare un’attrice, era molto bella e dal leggero sorriso traspare quella grazia che l’ha accompagnata per il resto della sua lunga vita.

 

                                                                                                                       Stelvio Catena

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *