Wine Lover (3)

DAL MONDO HORECA

La più importante e specialistica rivista internazionale dedicata al vino, la statunitense ” Wine Spectator”, come  ogni anno pubblica la classifica delle migliori bottiglie del 2008, con diverse conferme e qualche intrigante sorpresa. Nel frattempo anche in Italia esce la Guida ai vini d’Italia edita da L’Espresso che cerca di offrire un panorama vasto ed articolato dell’offerta nazionale del prestigioso e ambito prodotto, ed anche qui le indicazioni interessanti non mancano.

 

In questo periodo vengono date alle stampe alcune pubblicazioni riguardanti le etichette dei vini che forniscono una serie di notizie di grande interesse per tutti gli appassionati, e sono tanti, e per coloro che, sia come produttori che come gestori di punti di ristorazione, operano nel settore. In cima alla lista dobbiamo porre la classifica annuale delle bottiglie in commercio elaborata da “Wine Spectator”, classifica che proprio quest’anno celebra il ventennale essendo apparsa per la prima volta nel 1988, che viene considerata dagli specialisti la più autorevole rivista mondiale del settore, una vera e propria “Bibbia” per tutti coloro che hanno a che fare con questo eccezionale prodotto. Il periodico seleziona a livello planetario quelle che giudica le migliori cento etichette classificandole in ordine gerarchico. Ebbene per il 2008 al primo posto troviamo un vino cileno, il Clos Apalta (2005) di Casa Lapostolle in vendita al dettaglio intorno ai 60 euro a bottiglia, seguito da uno francese (ça va sans dire) un Margaux  (2005) confezionato nello Château Rauzan-Ségla  per il cui acquisto è necessario sborsare 80 euro, e quindi un vino portoghese il Douro Reserva (2005) della Quinta do Crasto al prezzo di 32 euro la bottiglia. Per trovare un italiano nei primi dieci è necessario giungere al sesto posto in graduatoria occupato dal Barolo (2004) a marchio Pio Cesare che costa all’acquirente 49 euro, preceduto e seguito da due altri francesi: il Sauternes (2005) dello Château Guiraud (45 euro) e il Châteauneuf du Pape (2005) del Domaine du Vieux Télégraphe (44 euro) rispettivamente quarto e quinto in graduatoria, e dietro al nostro rappresentante un Pauillac (2005)dello Château Pontet-Canet (80 euro) ed un Châteauneuf du Pape (2005) dello Château de Beaucastel (76 euro). Chiudono la top ten un vino australiano lo Shiraz McLaren (2007) di Mollydooker (72 euro) al nono posto e ultimo della decina lo Zinfalden (2007) della cantina statunitense Seghesio (19 euro). Il vino primo classificato è stato immesso sul mercato nel 1997 e si compone di uve Carmènere, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot , in commercio se ne contano 72.000 bottiglie. La cantina piemontese italiana Pio Cesare, da cinque generazioni sul mercato con prodotti di alta qualità, ha accolto la notizia con tipico aplomb anglosassone, segnalando che è la seconda volta che appare nella prestigiosa decade, la prima era stata nel 2001, ma facendo anche sapere di essere soddisfatta in particolare perché è rappresentata dal proprio prodotto di punta, il Barolo, commercializzato in 90.000 bottiglie, perciò abbastanza facilmente reperibile. I giudici americani hanno assaggiato oltre 19.500 vini provenienti da tutto il mondo, classificandoli secondo quattro criteri base: 1. Qualità, 2. Prezzo, 3. Disponibilità in commercio della produzione, 4. “Fattore x” (excitement = emozione). A casa nostra è, invece, uscita da poco più di un mese la Guida 2009 dell’Espresso dedicata ai Vini d’Italia. Anche nella classifica nostrana dominano i piemontesi: primi con 20/20 (massimo punteggio ottenibile) il Barolo della Riserva Monfortino e il Barbaresco Crichët Pajé, seguiti a 19,5/20 da un altro Barbaresco questa volta Camp Gros. Con 19/20 troviamo ben tre bianchi giudicati eccellenti un Soave di Vigna Salvarenza (Veneto), un Sacrisassi de Le Due Terre (Friuli) e anche qui un piemontese il Langhe Bianco Hérzu. Indicazioni importanti per chi intende allestire in casa una cantina di qualità oppure utili suggerimenti per ristoratori intenzionati a nobilitare le proprie liste enologiche e per tutti coloro che non sanno mai quale bottiglia portare a cena dall’amico che “di vino se ne intende”.

 

 

 

 

 

                                                                    Stelvio Catena

 

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