APE… Anticipo Pensionistico

APEAPE che sta per Anticipo Pensionistico è un nuovo meccanismo pensionistico che da maggio 2017 il Governo ha intenzione di introdurre, con lo scopo di anticipare la pensione ad alcune categorie di lavoratori. Tale meccanismo, a carattere sperimentale, durerà fino al 2018, con possibilità di proroga.
Analizziamo meglio tale meccanismo.
In primis quali lavoratori possono beneficiare di tale regime? La manovra è rivolta a tutti quei lavoratori con almeno 63 anni di età, in pratica i nati tra il 1951 ed il 1954, ai quali mancano più di tre anni e 7 mesi per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia.
La pensione anticipata, alla quale si può accedere in modo volontario, per le categorie di lavoratori interessati, è una sorta di prestito, erogato dall’INPS, tramite banche e/o assicurazioni, per tutto il periodo che manca al lavoratore per raggiungere la pensione di vecchiaia. Il prestito-ponte o l’anticipo ottenuto, dovrà essere restituito una volta maturata la pensione di vecchiaia, con un prelievo, a rate costanti, che durerà 20 anni sulla pensione definitiva.
L’APE a seconda dei soggetti beneficiari si suddivide in:
APE Agevolato. Per i lavoratori disoccupati senza reddito, per quelli con invalidità superiore al 74%, per i lavoratori con carichi di lavoro di cura legato alla presenza di parenti di primo grado conviventi con disabilità grave, i requisiti per accedere sono 63 anni di età e 30 anni di contributi, con un trattamento assistenziale di circa € 1.500,00; per tali categorie di lavoratori il prestito agevolato sarà a carico dello Stato; se il lavoratore richiede un prestito maggiore del trattamento minimo previsto, dovrà versare un piccolo contributo per la restituzione.
APE Agevolato. Per i lavoratori impiegati in mansioni gravose (pesanti e rischiose) per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortuni e/o di malattie professionali, i requisiti per accedere all’Ape agevolato sono 63 anni di età e 36 anni di contributi, con un trattamento assistenziale di circa € 1.500,00; per tali categorie di lavoratori il prestito agevolato sarà a carico dello Stato; se il lavoratore richiede un prestito maggiore del trattamento minimo previsto, dovrà versare un piccolo contributo per la restituzione.
APE Volontario. Lavoratori dipendenti che volontariamente richiedono il prestito. Rientrano in questa categoria tutti quei lavoratori non indicati nell’APE Agevolato con i seguenti requisiti, 63 anni di età e 20 anni di contributi; il prestito anticipato da banche e/o assicurazioni, verrà restituito, una volta in pensione, in 20 anni, con una rata di importo costante; l’assegno pensionistico sarà decurtato dei relativi costi per la restituzione di interessi e premi della polizza assicurativa in caso di premorienza.
Si ipotizzano decurtazioni medie di circa il 5% sul trattamento lordo per ogni anno di anticipo, con decurtazioni massime tra il 15-20% dell’assegno in corrispondenza del massimo anticipo richiesto dal lavoratore.
Ape e Imprese. L’azienda può sostenere i costi dell’APE attraverso un versamento all’INPS di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro. I requisiti dei lavoratori per accedere all’opzione ape d’impresa sono 63 anni di età e 20 anni di contributi ed il prestito anticipato da banche e/o assicurazioni, verrà restituito una volta in pensione, in 20 anni, con una rata di importo costante; la decurtazione dell’assegno pensionistico per la restituzione degli interessi e dei costi per la stipula delle polizze assicurative in caso di premorienza è variabile a seconda dell’impegno economico del datore di lavoro.
Sia per l’APE Volontario che per l’APE d’Impresa il livello minimo dell’assegno pensionistico non dovrà essere inferiore ad € 700/800 netti, diversamente non si potrà beneficiare del prestito-ponte.
Per i costi definitivi dell’operazione bisognerà attendere l’introduzione di sgravi fiscali a vantaggio di chi opta per l’APE e gli accordi con l’Abi e l’Ania per gli interessi e il premio assicurativo a copertura del rischio pre-morienza del beneficiario. Solo dopo sarà possibile conteggiare gli effettivi costi che decurteranno l’assegno pensionistico.
Chiaramente è opportuno, una volta divenuta definitiva la normativa, recarsi presso gli sportelli INPS, farsi certificare la data di partenza ed il valore della futura pensione di vecchiaia, e successivamente provvedere agli opportuni calcoli di convenienza.

Studio di Consulenza Fiscale e del Lavoro
Consulente del Lavoro

Paolo D’Arienzo

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